B. D’Amen
Immigrati e concezioni del lavoro: uno studio sulle Marche

Immagine coverLa ricerca intende esplorare i significati simbolici che gli immigrati nella regione Marche associano al lavoro, ponendosi in questo senso come un contributo innovativo nell’ambito degli studi sulle migrazioni, generalmente più orientati a sviluppare i temi dell’integrazione sia economica che sociale, e per questo spesso indifferenti all’analisi delle aspettative e delle progettualità dei migranti. La ricerca, svoltasi attraverso l’analisi di tipo interpretativo di interviste in profondità, ma appoggiandosi anche ai dati statistici disponibili, ha fatto emergere una tipologia di migranti molto differenziata al suo interno, che intrattiene con la società ospite un rapporto particolare. Questo, pur non manifestando forme di conflitto aperto, in realtà non si risolve nella piena integrazione ma si realizza nella convivenza pacifica di più culture al caro prezzo dell’indifferenza reciproca.

Il testo rappresenta una rielaborazione della tesi di laurea dell’autrice, discussa presso la Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma nel 2008.

Barbara D’Amen è dottoranda in Metodi di Ricerca per l’Analisi del Mutamento Socio–Economico presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Roma “La Sapienza”. I suoi interessi di ricerca si rivolgono all’approfondimento delle tecniche di analisi testuale ed allo studio dei fenomeni migratori in una prospettiva metodologica incentrata sull’integrazione di tecniche qualitative e quantitative.

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Il paper rappresenta un estratto della tesi di laurea che l’autrice ha discusso nel mese di Luglio 2008 presso la facoltà di Sociologia dell’università “La Sapienza” di Roma. La ricerca intende esplorare i significati simbolici che gli immigrati nella regione Marche associano al lavoro.

L’indagine in questo senso si pone come un contributo innovativo nell’ambito degli studi sulle migrazioni maggiormente incentrati a sviluppare i temi dell’integrazione sia economica che sociale e per questo ancora indifferenti al tema della dimensione concettuale veicolata dal lavoro. Inoltre, l’analisi dei significati simbolici che gli immigrati associano al lavoro che svolgono o che vorrebbero svolgere permette di riqualificarli come soggetti attivi sulla scena sociale che al pari dei nativi costruiscono costantemente il senso della realtà che ci circonda.

La ricerca, svoltasi attraverso l’analisi di tipo ermeneutico di 42 interviste semi-strutturate, ha fatto emergere una tipologia di migranti molto differenziata al suo interno. Da un lato infatti esistono gruppi di migranti che, restando legati alla terra d’origine, danno al lavoro nella società ospite una valenza puramente strumentale. Dall’altro emergono gruppi di migranti che esprimono una forte tendenza all’individualizzazione del percorso esistenziale e professionale. Questi ultimi non trovando nel nostro paese un adeguato corpus di leggi tese a favorirne la piena integrazione, sembrano destinati ad una migrazione perenne. I diversi tipi emersi dall’analisi sono accomunati da un rapporto particolare con la società ospite che, se in apparenza sembra pacifico, in realtà nasconde una profonda indifferenza. Un piccolo esempio di integrazione mancata.

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The book is an extract from the thesis that the author has discussed in July 2008 at the Faculty of Sociology at the University “La Sapienza” Roma. The work aims to explore the symbolic meanings that immigrants in the Marche region associates with performing profession. The enquiry in this sense acts as an innovative contribution in studies of migration more focused on developing themes of both social and economic and, for this, yet indifferent to a conceptual dimension that work spreads. In addition, the study of this issue can retrain immigrants as actors on the social scene that, like the natives, build up the sense of reality that surrounds us. This work thus becomes a first, small charge for the immigrant to think no more and not only as workers but also and above all, as “person who thinks their job.” The research, conducted through an hermeneutic method analysis of 42 semi-structured interviews and selection of conceptual dimensions used by foreign workers to represent their work, shows how a very different typology of migrants can be in fact outlined. On the one hand there are groups of migrants that, tied to their land of origin, give to work a purely instrumental value in the host society. On the other hand emerge, indeed, groups of migrant who express a strong trend of existential and professional individualization. The latter, don’t found in our country an adequate body of laws that could let them to promote a full integration, they seem to be destined for a permanent migration. It emerged from the different types share a special relationship with the host society that, though it apparently seems peaceful, in fact hides a deep indifference. That is a small example of missed integration.

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Pubblicato il 10 luglio 2011 in I Libri | Feed dei commenti | Trackback |